Le città fantasma sono utopia che diventa reltà

Un viaggio alla scoperta delle città fantasma della Sicilia

Città fantasma è un termine che deriva dalla locuzione in lingua inglese Ghost Town che definisce una città abbandonata. Le cause dell’abbandono possono essere di carattere sociale, come il fallimento dell’economia locale o l’esodo della popolazione verso zone economicamente più favorevoli, o legate a guerre e a calamità naturali.

Alcune città fantasma sono presenti anche in Sicilia, oltre che nel resto d’Italia, e l’opera di ristrutturazione che è stata compiuta, soprattutto dal punto di vista architettonico, le ha nuovamente rivitalizzate.

Forse non tutti sanno che nella notte fra il 14 e il 15 gennaio del 1968 il terremoto del Belice, in Sicilia, lasciava dietro di sé centinaia di morti e feriti e molti paesi ridotti in macerie. Tra questi un borgo di montagna che oggi non esiste più, Gibellina. A custodirne i relitti è una delle più grandi opere di Land Art mai realizzate al mondo, il Cretto di Alberto Burri: una tomba di cemento di 8mila metri quadrati, percorribile che dall’alto assomiglia ad un foglio bianco e che sotto alle sue 122 isole, cela le macerie della vecchia Gibellina.

Cretto di Burri

A pochi chilometri di distanza è sorta Gibellina Nuova, paese in provincia di Trapani, e anche in questo caso, l’arte contemporanea è stata fondamentale per dare nuova linfa al paese. Qui l’artefice visionario fu l’allora sindaco Ludovico Corrao che, nel segno di un’utopia, promosse una serie di interventi urbani rivoluzionari. Artisti e architetti insieme ad artigiani del paese e ai cittadini, disegnarono il volto di questa città-esperimento, col sostegno di intellettuali come Sciascia, Guttuso, Zavoli e Dolci.

Ruderi di Poggioreale

Oltre a Gibellina, sempre in provincia di Trapani, troviamo Poggioreale che andò distrutta dopo il terremoto del Belice, lasciando solo le rovine che oggi sono meta di attrazione da parte di appassionati di fotografia e di registi che hanno girato qui le scene di alcuni film, come Malena e La Piovra.

Successivamente il paese venne ricostruito di sana pianta diversi chilometri più a valle, utilizzando strutture moderne e avveniristiche per l’epoca. A sorgere fu una città completamente nuova. Nel 2011, il piccolo borgo ha cominciato a rinascere grazie all’impegno dell’associazione Poggioreale Antica, i cui volontari si sono prodigati per recuperare il centro storico, preservare oggetti e documenti trovati tra le macerie e tutelare la memoria per trasmetterla alle nuove generazioni, dando vita ad un museo e ad una mappa 3D che racconta il borgo prima del terremoto.

Ruderi di Poggioreale

Ruderi di Poggioreale

Un’altra città fantasma siciliana degna di nota è Gioiosa Guardia, in provincia di Messina, in cui sono ancora presenti dei frammenti murari e resti di opere architettoniche di grande interesse culturale, come il castello e i ruderi della Chiesa Madre. La posizione strategica su questa altura offriva (ed offre tutt’ora) un panorama come pochi: la vista spazia sulla costa tirrenica della Sicilia, da Capo d’Orlando a Capo Milazzo, dalle Madonie all’Etna, inoltrandosi fino alle incantevoli Isole Eolie. Per questo motivo, la sua postazione ne ha fatto in passato una ‘torre vedetta’ e proprio da qui deriva il nome di Guardia.

Infine, come non citare Sutera, in provincia di Caltanissetta, che dal 2014 ha aumentato la sua popolazione in rapida decrescita con dozzine di richiedenti asilo. Il 3 ottobre 2013, a poche miglia dall’isola italiana di Lampedusa, sono morte 368 persone a causa di un incendio scoppiato in un barcone mentre si avvicinava alla riva. Così il sindaco Giuseppe Grizzanti ha accettato di lasciare che lo stato italiano sistemasse i richiedenti asilo nelle case vuote della sua comunità. Sutera è diventato un simbolo di integrazione e le vicine città di Mazzarino e Milena ne hanno seguito l’esempio.

Sutera

Quindi anche in Sicilia si avverte una possibilità di rinascita e ciò che sembrava utopistico oggi non lo è più perché anche le città fantasma stanno diventando un esempio concreto di riqualificazione urbana.

(Foto di Poggioreale: Francesco Rotondo)

(Video di: Vincenzo Ceraso)

Scopri i ruderi di Gioiosa Guardia in questo video!

Stefania Massari

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